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Il
“combustibile” di un sistema fotovoltaico è il sole. La radiazione che
incide su di una certa superficie, detta radiazione solare globale, è la
somma di tre contributi: radiazione diretta, diffusa e riflessa. L’importanza
relativa delle tre componenti varia in funzione delle condizioni meteorologiche,
del periodo dell’anno e dell’inclinazione/orientamento della superficie
captante. Queste quantità, che la geometria solare ci aiuta a definire,
dipendono essenzialmente dalla latitudine: più ci si avvicina all’equatore più
aumenta l’energia solare media che raggiunge il suolo. Con l’ausilio di software
specifici e di banche dati solari (come la norma UNI10349) è possibile
calcolare, con un margine di incertezza, l’energia media annua incidente sul
sito di interesse.
La conversione dell’energia elettromagnetica proveniente
dal sole in energia elettrica avviene tramite l’effetto fotovoltaico, che si
basa sulle proprietà dei materiali semiconduttori. Tra questi il più noto ed
utilizzato è il silicio. A seconda del tipo di silicio impiegato si possono
avere tre tipi di dispositivi: realizzati in silicio monocristallino,
policristallino o amorfo.
L’elemento base è la cella fotovoltaica. Celle
solari di qualunque tipo, connesse in serie/parallelo ed incapsulate tra
un foglio di plastica e una lastra di vetro temprato costituiscono la
maggioranza dei moduli commerciali. Sovente più moduli sono assemblati in
un’unica struttura meccanica denominata pannello fotovoltaico. I moduli vengono
venduti con una garanzia che normalmente viene espressa specificando il numero
di anni in cui la resa del modulo si mantiene entro una certa percentuale di
quella nominale.
L’efficienza n di un modulo fotovoltaico è il rapporto tra
la potenza elettrica massima in uscita e la potenza in ingresso in condizioni
standard (prodotto tra l’irraggiamento standard di 1.000 W/m2 e
l’area del modulo). E’ possibile considerare:
14% < n < 17% per
il silicio monocristallino
11% < n < 14% per il silicio
policristallino
5% < n < 7% per il silicio
amorfo
Le applicazioni a cui si presta la tecnologia fotovoltaica sono
numerosissime e vanno da dispositivi di potenza pari a pochi centesimi di Watt
(calcolatrici ed orologi) fino a centrali di diversi MW di potenza.
Due sono
le tipologie fondamentali di impianto fotovoltaico: i sistemi isolati (stand
alone) ed i sistemi connessi in rete (grid connected). Prenderemo in analisi
l’impianto connesso in rete, il quale ha il solo compito di convertire l’energia
solare in elettrica con la migliore efficienza possibile senza curarsi dei
carichi locali. E’ evidente infatti che, disponendo della rete elettrica che
assicura comunque la continuità del servizio elettrico, non vi è la necessità di
disporre di un accumulo di energia con notevole risparmio sui costi di
investimento (le batterie incidono per circa il 25-35% del costo
totale).